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LA RESPONSABILITA'  CIVILE  DEL TRADUTTORE

25/9/2013

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Non tutti i traduttori sono consapevoli  della  responsabilità civile che la loro attivita’ comporta se non quando è troppo tardi, ossia quando, in seguito ad un errore di traduzione piu’ o meno grave,  si trovano di fronte a una richiesta di risarcimento per un danno causato da un errore di traduzione

I  traduttori, sono, pertanto , tenuti a  risarcire il danno causato durante l'esercizio della loro professione nei confronti del committente anche qualora il committente fosse un’agenzia di traduzioni. In questo caso sara’ tenuto a , risponderà del suo errore verso l'agenzia e non verso il cliente finali. La pr senza dell'agenzia può cambiare qualcosa solo se il traduttore riesce a dimostrare che l'errore all'origine del danno si è prodotto, ad esempio, durante le fasi di revisione  o di  'elaborazione del testo, riconducendo l’errore all'attività di terze persone. Altra possibilità è che il traduttore riesca a sostenere che l'agenzia avrebbe dovuto individuare l'errore prima di consegnare il lavoro al cliente  finale, ma in questo caso le variabili sono troppe e andrebbero valutate caso per caso, considerando gli accordi scritti o verbali intercorsi tra agenzia e traduttore.

Eccovi Un esempio. Un'azienda italiana deve diffondere in Francia 20 000 magliette che riportano un breve slogan pubblicitario in lingua francese. L'azienda affida la traduzione dello slogan a un traduttore che sbaglia a mettere un accento su una parola molto comune. Con un errore ortografico così evidente le magliette non possono essere distribuite e devono essere ristampate. Il traduttore viene condannato a risarcire i maggiori costi subiti dall'azienda italiana per la ristampa, pari ad alcune decine di migliaia di euro.

All'origine di questo danno, dall'ammontare non indifferente per il bilancio di un traduttrer ha concorso una causa banalissima: un  errore di battitura (nella fretta capita anche ai miglior. Cio’ ha comportato che  un danno di decine di migliaia di euro è nato da una traduzione di poche righe, magari svolta distrattamente senza darle eccessiva importanza.

Il  caso descritto e’ molto semplice ma piu’ frequentemente le cause di responsabilità civile professionale coinvolgono molti convenuti, ciascuno dei quali tende a scaricare la propria responsabilità su qualcun altro o a ridimensionare il proprio ruolo nell'evento, che non sempre è ben definito, così come è spesso controversa la quantificazione del danno. L'errore di traduzione stesso e il suo nesso causale con il danno, in una materia soggetta a interpretazioni come quella linguistica, possono essere contestati in mille modi, scatenando fu  rissosi dibattiti tra i periti di parte. Oltre che in una perdita economica e d'immagine, per un traduttore una causa di responsabilità civile professionale si trasforma facilmente in un rompicapo di fronte al quale chi non ha un po' di dimestichezza con avvocati e i tribunali rischia facilmente la crisi di nervi.

Il modo migliore per difendersi almeno in parte da questa eventualità è stipulare un'assicurazione di responsabilità civile per traduttori, che coprirà buona parte dei rischi, ma certamente non tutti.Un'altra possibilità, più complessa però, è esercitare la professione sotto forma di società a responsabilità limitata.

In ogni caso, non va mai dimenticato di  conservare sempre per almeno cinque anni o più una copia di tutti i propri lavori, in particolare:

  • testo d'origine e testo di destinazione;
  • messaggi di e-mail, fax o altro contenenti l'incarico;
  • messaggi di e-mai, fax o altro documento d'accompagnamento alla consegna, dai quali sia ben chiara la data e l'ora della consegna stessa;
  • ogni altro documento concernente la traduzione (glossari, corrispondenza con il cliente, correzioni, revisioni e così via).
Nei contratti che le agenzie di traduzione fanno firmare ai loro collaboratori si legge talvolta una clausola che obbligherebbe il traduttore a cancellare dal proprio computer ogni traccia dei lavori svolti. Questa clausola non dev'essere accettata. Il traduttore deve prendere i necessari provvedimenti per garantire la riserva tezza dei documenti che archivia, ma l'agenzia non può imporre al traduttore di privarsi dei mezzi che potrebbero provare la sua posizione in caso di contestazioni.

A differenza dei lavoratori dipendenti, i liberi professionisti possono essere chiamati dai loro clienti (in questo caso, appunto, le agenzie) a risarcire il danno in quanto soggetti di diritto completamente indipendenti, legati all'agenzia da un contratto d'opera, ( art. 2222 e seguenti del Codice civile).

Se un operaio resta gravemente ferito a causa dell'errata tradu zione di un'istruzione all'interno di un manuale tecnico, anche a distanza di tempo dalla consegna del lavoro, non si può sapere con quali argomenti il danneggiato agirà in giudizio, ma si può stare pressoché certi che agirà, o almeno proverà a farlo. Peggio, contro il traduttore potrebbero mobilitarsi le assicurazioni antinfortunistiche, obbligate per legge a risarcire l'operatore infortunato. Forse, l'errore nell'istruzione non è da addebitare al traduttore ma a chi ha impaginato il manuale. Per il traduttore diventera’  essenziale avere tutti i mezzi di prova (cioè, una copia del lavoro fatto, la corrispondenza con l'agenzia e così via) per pro vare in giudizio d'aver consegnato un manuale senza errori ed essere perciò riconosciuto estraneo all'evento. Se non si ha cura del proprio archivio, il rischio di non avere colpe ma non poter validamente provarlo, finendo così condannati a pagare un risarcimento non dovuto, purtroppo esiste.

Altri casi nei quali i traduttori possono essere chiamati a risarcire un danno o a pagare delle penali sono dovuti alla diffusione, anche involontaria, d'informazioni riservate del cliente. E' raccomandabile e obbligatorio per legge utilizzare sistemi antivirus riconosciuti e tenerli sempre aggiornati, per prevenire intrusioni e furti di dati sul proprio PC. Se per una traduzione è necessario farsi aiutare da un altro traduttore oppure coinvolgere un consulente tecnico, si invieranno loro copie parziali e rese  anonime  dei testi, o si impegneranno queste persone per iscritto a rispettare le stesse norme di protezione dei dati  concordate con il cliente finale oppure, in mancanza, le norme oggettive vigenti in materia nel rispettivo Paese.

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